Huawei Mate 9: il phablet alla ricerca della perfezione

Il mondo dei phablet ha sempre avuto vari contendenti al trono, a cominciare da Samsung e la sua favolosa gamma Note. Essa ha aperto questo settore, introducendo un telefono di dimensioni esagerate (ai tempi) e ridefinendo cosa si potesse fare con uno smartphone. Oggi sappiamo bene che fine ha fatto l’ultimo capostipite della serie Note, ed è ovvio che altre aziende stanno giocando al meglio le loro carte per sfruttare il vuoto lasciato dalla casa coreana.

Ecco che Huawei ci riprova proponendo in questo fine 2016 un nuovo membro della gamma Mate: Huawei Mate 9 è infatti l’ultimo esageratissimo phablet cinese, dalle caratteristiche hardware spinte un’esperienza software e di funzionalità che strizza l’occhio a i big player sul mercato. Come sempre i dispositivi cinesi offrono tanto ma chiedono anche qualcosa indietro: sarà anche questo il caso con Mate 9? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

Huawei Mate 9 in 60 secondi

Scheda tecnica

Sistema operativo
Versione Android 7.0 Nougat
Display
Diagonale 5.9 pollici
Tecnologia LCD IPS
Risoluzione 1920 x 1080 pixel
Densità 373 PPI
Processore
Nome Hisilikon Kirin 960
Frequenza di clock 2.6 GHz
Numero core 8 core
Architettura ARM a 64 bit
GPU Mali-G71 MP8
RAM
Quantità 4, 6 GB
Fotocamere
Posteriore da 20 megapixel, video a 2160p – flash LED – stabilizzatore ottico
Anteriore da 8 megapixel, video a 1080p
Memoria di archiviazione
Memoria interna 64, 128 GB – memoria espandibile
Connettività
Modem 4G+
Wi-Fi Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac dual-band
SIM nanoSIM
SIM secondaria nanoSIM
Geolocalizzazione A-GPS
Bluetooth Bluetooth 4.2
NFC
Porte
Connettività USB No
Batteria
Capienza 4000 mAh – non removibile
Stylus
Stylus attivo No
Dimensioni
Millimetri 156.9 x 78.9 x 7.9 mm
Peso
Grammi 190

Design: bello, grosso, un po’ scomodo

Se si vuole fare il phablet, facciamolo per bene. Dev’essere questa la filosofia all’interno dell’azienda cinese, che con Huawei Mate 9 ha ancora una volta puntato su un gigantesco display da 5,9 pollici che praticamente domina tutta la parte frontale del device. Come sempre la casa ha fatto un buon lavoro di ottimizzazione delle cornici, sfruttando lo spazio a disposizione e permettendo allo schermo di rubare completamente la scena, anche se ancora una volta troviamo quel fastidioso bordo nero intorno al display che ne rovina un po’ l’estetica.

Huawei Mate 9

Però Huawei Mate 9 è bello: si può avere in tante colorazioni, ma quella che ho avuto in prova (Mocha Brown) è una delle migliori. L’alluminio è usato sapientemente ed il telefono è semplicemente costruito con enorme cura, con un peso importante ma bilanciato. Dietro spicca il doppio modulo fotografico posto in verticale (un po’ sporgente ma non troppo) e il lettore di impronte digitali, ben rifinito ma forse un po’ piccolo. I tasti sono sul lato destro mentre l’ingresso USB Type-C è sotto, e il jack con accanto il sensore infrarossi (a volte ritornano) è sopra.

Huawei Mate 9 si fa usare, ma di certo non comodamente: anche tornando ad un device poco più piccolo vi sembrerà di stare facendo un salto enorme. L’uso con una mano sola è talvolta complicato e le varie ottimizzazioni software (compresi i riconoscimenti dei tocchi non intenzionali e la modalità schermo ridotto) non sempre aiutano. Lo spessore contenuto però permette di abbracciare bene con la mano il device quindi la presa è salda, e in confezione troviamo anche una pratica cover per proteggere la sua bella estetica.

Display: un mix da interpretare

Ancora una volta, Huawei decide di impiegare uno schermo Full HD (1920 x 1080), risoluzione non troppo densa ma che non crea particolari problemi sull’unità LCD IPS da 5,9 pollici. È vero, non c’è la stessa precisione e pulizia di un display QHD, ma è una esperienza comunque completamente godibile e non si nota la griglia dei pixel al colpo d’occhio. Molto spesso ho criticato l’implementazione di risoluzioni elevate quando non servivano: qui Huawei fa decisamente il contrario.

Huawei Mate 9

Il pannello in sé però non è straordinario: è decisamente tradizionale, senza contrasti esagerati come quello di P9 o colori vividi come un qualsiasi Super AMOLED di Samsung. I livelli di luminosità sono validi (ma quello minimo come sempre è troppo acceso per i miei gusti) ma talvolta manca profondità nei neri specialmente con la luminosità al massimo. Manca poi una specifica attitudine ad un supporto totale di profili colore molto diffusi: non si conosce bene quindi la calibrazione effettiva del display.

Lato software abbiamo accesso ad una serie di opzioni interessanti: potremo attivare il filtro luce blu (programmandolo anche per orario e per intensità), potremo cambiare la temperatura dei colori (scegliendo profili caldi o freddi) e attivare il riconoscimento dei guanti e addirittura delle nocche, per usare gesture specifiche ma francamente poco utili. L’esperienza generale è quindi buona, anche se il display non fa gridare al miracolo.

Hardware e software: potenza da vendere

Huawei Mate 9Per la dotazione di Huawei Mate 9 non sono stati fatti particolari compromessi. Troviamo infatti un nuovo Kirin 960 come processore, accompagnato da 4 GB di memoria RAM e 64 GB di storage addirittura espandibili tramite micro SD. C’è il supporto dual SIM (sempre gradito) e tutta una serie di moduli connettività che lo rendono completo, dal Wi-Fi ac al sensore infrarossi per comandare i device di casa. Huawei ha letteralmente inserito tutto ciò che poteva nel suo nuovo flagship, per non farsi mancare nulla.

L’hardware è di alto livello: la CPU permette di gestire ogni tipo di app senza problemi, e il chip grafico invece macina anche i giochi più pesanti senza fatica. La RAM è abbondante e permette di tenere in memoria un numero discreto di applicazioni, mentre lo storage è estremamente veloce e aiuta ad abbattere i tempi di caricamento delle app, ridotti a pochi istanti. Da un punto di vista puramente prestazionale, è uno dei telefoni sicuramente più veloci sul mercato. Il device poi difficilmente scalda e componenti come il lettore di impronte rimangono sempre letteralmente istantanei, cosa molto apprezzabile.

Come sempre, serve anche un software capace di tenere testa al silicio. Ecco che a bordo di Huawei Mate 9 troviamo Android 7.0 Nougat in salsa EMUI 5.0, cioè l’interfaccia della casa che abbiamo visto ormai svariate volte. Di Nougat sappiamo quali vantaggi porta: le notifiche sono state ridisegnate, c’è il supporto nativo alle app in multifinestra e in generale il sistema è più ricco e completo di funzionalità. Huawei ha saputo prendere il meglio dell’offerta di Google, mischiando il tutto con il suo gusto grafico e le implementazioni software già sperimentate in passato.

Huawei Mate 9Ispirata alla grazia della Grecia (non scherziamo, ci è stata presentata così), la EMUI 5.0 è in realtà un leggero redesign della precedente versione. Gli approcci nativi ad alcune funzioni (come appunto il multiwindow) sono state sostituite con quelle realizzate da Google, e l’interfaccia è un timido passo verso quella stock di Android, almeno nelle funzionalità (ad esempio la tendina notifiche non è più divisa in due pannelli e ha i toggle rapidi nella parte superiore). Temi ed icone vengono più da iOS che dal Material Design, e palette e colori riprendono pari pari quelle dell’offerta Apple lato software. Inutile negare l’ispirazione: Android di suo non è così.

Sebbene la versione attualmente distribuita abbia qualche bug e crash, in generale l’esperienza è soddisfacente. Il redesign ha permesso di semplificare l’uso e di aggiungere ancora più funzionalità, e la EMUI è una delle skin di Android più ricche: c’è davvero di tutto dentro. Le app di sistema sono state completamente sostituite con le proposte Huawei e troviamo anche del bloatware sempre fastidioso, ma in generale la combinazione hardware e software funziona. Se volete per altro scoprire tutto della EMUI 5.0, vi invito a guardare questo video che abbiamo realizzato e che ne spiega tutte le novità.

Batteria: numeri e fatti

All’interno di Huawei Mate 9 c’è un capiente modulo batteria da ben 4000 mAh, cifra esageratissima che promette una autonomia importante. Alla presentazione del telefono la casa ha parlato di due giorni di uso reali e mediamente intensi, che ci avrebbero permesso di dimenticarci il caricatore anche per una notte. Quei dati come sempre vanno presi con le pinze: in realtà, sono riuscito a fare solitamente un giorno pieno ed intenso (con svariate ore di schermo e numerosi account in sync) ma ho sempre preferito caricare lo smartphone di notte perché sarei entrato nel secondo giorno con poca batteria residua.

Huawei Mate 9

Vanno però spezzate delle lance a favore di Huawei: la EMUI 5.0 permette un controllo estremamente granulare del comportamento della batteria, permettendoci addirittura di ridurre la risoluzione dello schermo o la potenza del processore per tirare fuori più ore. Certo è che questo software è anche molto aggressivo: ogni tre per due ci avviserà di “app con consumi anomali”, notificandoci che magari è il caso di chiuderle – rischiando poi però di non ricevere notifiche, un vecchio problema dei device Huawei che a tratti sembra risolto e a volte no.

Il caricatore incluso in dotazione include poi la tecnologia SuperCharge: pochi minuti bastano per avere una percentuale sufficiente per far vivere il telefono qualche ora, ma in generale basta poco più di un’ora per completare una ricarica completa. Manca, però, la ricarica wireless, ma la casa non l’ha mai implementata sui suoi top di gamma in passato e il corpo in alluminio non ne consentirebbe l’integrazione. Huawei Mate 9 non è quindi un campione dell’autonomia, ma sono curioso di capire se un software definitivo sarà capace di tirare fuori ancora più ore di utilizzo dal capiente modulo installato.

Fotocamera: il ritorno di Leica

Huawei Mate 9Huawei ha fatto molto parlare di sé al lancio del P9 per la collaborazione fotografica con Leica, storico brand di prodotti dedicati alla fotografia professionale. Molti hanno detto che era solo una mossa pubblicitaria, ma una cosa va detta: P9 ha una delle migliori fotocamere del 2016, come dimostrato dalla nostra recensione. Per Huawei Mate 9 l’azienda ci riprova cambiando un po’ le carte in tavola: uno dei due moduli (quello monocromatico) passa da 12 a 20 MP, nel tentativo di tirare fuori più dettaglio e foto quindi di migliore qualità. Usare due moduli permette anche di giocare con effetti di sfocatura e di zoomare nelle immagini senza perdere qualità, come abbiamo visto di recente su iPhone 7 Plus.

In generale il modulo si comporta bene: se la luce è buona riuscirete a tirare fuori degli scatti incredibili, complice anche un software ricco di modalità e che permette di scattare in RAW (formato negativo digitale adatto poi ad operazioni di fotoritocco). Lo zoom è realmente valido: le foto sono molto dettagliate anche ad un fattore di ingrandimento vicino al 2X, e diventa estremamente versatile da usare. La sfocatura è poi veloce e di qualità, e si fa apprezzare quando si fotografano persone dato che permette di tirare fuori profondità di campo (effetto bokeh) da lenti che di per sé non lo permetterebbero.

Allo stesso tempo però il comportamento del sensore è un po’ imprevedibile: passa una nuvola o si abbassa la luce, ed ecco che le foto hanno colori completamente spenti e un contrasto pari a zero. La mancanza di una modalità automatica di HDR si fa sentire, dato che toccherà all’utente abilitarlo manualmente ogni volta, perdendo tempo e magari lo scatto quando serve. P9 tendeva a mostrare una qualità più costante, qui invece (ancora un volta: è forse colpa del software incompleto?) non sempre la foto sarà bellissima.

Novità nella registrazione video: arriva finalmente il 4K (grande assente su P9), con tanto di stabilizzazione ottica e registrazione in H265. I video sono di ottima qualità e anche l’audio è valido, potendo anche abilitare un filtro antivento nel software. In generale, come abbiamo detto, la fotocamera se la cava sempre molto bene ed è talvolta capace di tirare fuori ottimi risultati, ma ci saranno delle situazioni dove non rimarrete soddisfatti.

Multimedia: lasciate il tablet a casa

Quando avete uno smartphone con display da 5,9 pollici, vi serve un tablet? Probabilmente no: lo schermo è sufficientemente grande per fruire di qualsiasi contenuto multimediale in mobilità. Che vogliate guardare un film in aereo o una puntata di Netflix stesi a letto, riuscirete tranquillamente a godere del contenuto grazie all’ampia diagonale. Foto, giochi e video di ogni natura diventano perfetti per la combinazione di hardware e schermo, e Huawei Mate 9 sotto questo aspetto vince alla grande (e la autonomia ci viene abbastanza incontro permettendoci di fruire di contenuti multimediali per qualche ora in più).

Huawei Mate 9

L’audio è un comparto sempre molto delicato di uno smartphone: in questo caso è stato fatto un buon lavoro con la riproduzione dalle casse, che sfrutta quella inferiore più potente e la capsula auricolare per simulare un effetto stereo piuttosto convincente. Il suono è ricco e il volume elevato, cosa che lo rende anche adatto al vivavoce. Meno convincente è l’esperienza in cuffia, come sempre piagata da un volume piuttosto basso: diventa difficile godere di un brano alla sua massima potenza. L’ottimizzazione dell’equalizzatore DTS non fa miracoli, e purtroppo Huawei mi delude ancora una volta sotto questo aspetto.

Huawei Mate 9: le nostre conclusioni

Può Huawei Mate 9 colmare il vuoto lasciato da Note 7, battendo altri phablet e conquistandosi una posizione sul trono? Secondo me sì. Huawei ha messo molta cura in tanti aspetti di questo dispositivo, che ad oggi ha nei suoi difetti un filo comune: un software acerbo come la stessa casa ci ha avvisato quando ci è stato consegnato, solo che oggi il telefono sta toccando i negozi e non si è vista ombra di un update sostanzioso. La EMUI ha poi dei difetti di forma: è ricca ma talvolta poco coesa, ed è una interfaccia impegnativa per gli utenti.

Pro

  • Ottima costruzione
  • Autonomia valida
  • Estremamente veloce
  • Fotocamera ottima…
Contro

  • … ma non sempre
  • EMUI 5.0 non così diversa dal passato
  • Software ancora incompleto
8
Andrea Ricci


L’hardware però c’è e si sente, e la fotocamera – se saputa maneggiare evitando i suoi limiti – riesce a tirare fuori delle foto che rivaleggiano tranquillamente una compatta qualsiasi. Ad oggi molti dei difetti sono appunto dentro un margine “di errore”, cioè sono risolvibili con aggiornamenti puntuali della casa che speriamo possano arrivare. Certo, Huawei Mate 9 ha poi un importante punto esclamativo da non sottovalutare: è davvero grosso e può diventare, alla lunga, impegnativo e un po’ faticoso. Gli amanti veri dei phablet però apprezzeranno molto questo aspetto, e alla fine dei conti ricordiamoci sempre che è un dispositivo pensato proprio per loro.

Huawei Mate 9 può essere acquistato a circa 750€ a questa pagina di Amazon.it

Video recensione

L’articolo Huawei Mate 9: il phablet alla ricerca della perfezione è stato pubblicato per la prima volta su Ridble.

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