Super Mario Odyssey alla Milan Games Week 2017

Uno degli ospiti di certo più attesi della Milano Games Week 2017 è stato sicuramente Super Mario Odyssey: l’esclusiva per la console ibrida nipponica, Nintendo Switch, ha praticamente invaso la fiera del capoluogo lombardo, con stand immancabilmente affollatissimi di fan curiosi, avidi di saggiare con mano le velleità del nuovo titolo dedicato all’idraulico più simpatico del mondo dei videogiochi.

Un titolo che si lascia piacevolmente giocare e guardare allo stesso modo, Super Mario Odyssey, con l’odissea vera e propria che è stata praticamente l’attesa per poter mettere le mani sui Joy Con di una della varie colonnine espositive presenti nello stand Nintendo, per controllare in prima persona le movenze del protagonista del titolo. Due gli scenari selezionabili alla Milano Games Week: da un lato c’è la già conosciutissima New Donk City, la cittadina simil metropolitana che ha mostrato per la prima volta la bontà della produzione dedicata a Mario e la sua vocazione free roaming, mentre dall’altra c’è invece un mondo desertico, in cui si sprecano i chiari riferimenti alla cultura messicana, nella fattispecie al giorno dei morti.

Tante le sfide proposte nel corso della prova di Super Mario Odyssey alla Milano Games Week, con i giocatori che effettivamente avevano totale libertà esplorativa, con l’unico limite che era praticamente fissato dall’impietoso timer che decretava il game over dopo una decina di minuti di libero girovagare. L’anima platform del titolo si sposa quindi in maniera pressoché totale con il free roaming che permea l’esperienza ludica, senza che la variazione rispetto al gameplay classic della serie si faccia sentire in maniera fastidiosa: merito in questo caso soprattutto l’abilità da parte degli sviluppatori, abili nel portare avanti in parallelo elementi che riuscissero a coniugare la libertà di movimento a meccaniche più che collaudate.

Possibilità illimitate quindi per gli astanti, che potevano dedicarsi alle numerose attività previste dallo scenario selezionato, confrontandosi ora con la più variegata mole di nemici, dai Goomba e Pallottolo Bill del deserto messicano alle Piante Piranha che trovavano posto invece negli stage di New Donk City, con Mario che aveva la possibilità di sfruttare le proprie abilità nel lancio del cappello per liberarsi dei fastidi più immediati, o di prenderne momentaneamente il controllo (nel caso di Pallottolo Bill) per raggiungere posizioni altrimenti inarrivabili. Attività collaterali che si innestavano in un contesto assolutamente ricco, con l’immancabile filo conduttore che, nel caso dello scenario metropolitano, spingeva i giocatori a cercare, in giro per i vari stage, i componenti dispersi di una band prima di poter dare il via al loro concerto cittadino.

La prova ha indubbiamente evidenziato una difficoltà di base nei controlli, con i due Joy Con che, nella loro versione “slegata” da qualsivoglia tipologia di supporto, si dimostravano leggermente imprecisi, soprattutto nella gestione contemporanea di personaggio e telecamera (ma qui si parla di una problematica legata alle abitudini), con il gioco che però sotto il profilo tecnico non lasciava spazio a critiche di sorta, scorrendo fluidamente anche nei momento più caotici.

Insomma, a pochissime settimane dalla release ufficiale di Super Mario Odyssey su Nintendo Switch, fissata per il prossimo 27 ottobre, le sensazioni non possono che essere positive.